Gli italiani bocciano i partiti: voto 2 in pagella

Difficoltà economiche per 6,7 mln di persone.

Crolla la fiducia degli italiani nei partiti politici. La media, in un'ipotetica pagella su una scala da 0 a 10, si ferma solo al 2,3.
Lo rileva il rapporto Istat-Cnel, spiegando che voti molto bassi sono stati dati anche per la fiducia verso il parlamento (3,6), le amministrazioni Operazioni di voto in un seggio di Roma.locali (4) e la giustizia (4,4).
6,7 MLN IN DIFFICOLTÀ. Nel rapporto si rileva inoltre che, tra il 2010 e il 2011, l'indicatore della 'grave deprivazione' in Italia è salito dal 6,9% all'11,1%, ciò significa che 6,7 milioni di persone sono in difficoltà economiche, con un rialzo di 2,5 milioni in un anno.
Si tratta di individui in famiglie con quattro o più sintomi di disagio in un set di nove.
Nei primi nove mesi del 2012 la quota delle famiglie indebitate, sostanzialmente stabile tra il 2008 e il 2011, ha segnato un balzo, passando dal 2,3% al 6,5%.
POTERE D'ACQUISTO, CROLLO DEL 5%. In Italia il potere d'acquisto, cioè il reddito disponibile delle famiglie in termini reali, durante la crisi è crollato, scendendo del 5% tra il 2007 e il 2011.
Gli italiani sono anche diffidenti: il livello di fiducia negli altri, cioé il grado di fiducia che le persone sono disposte ad accordare ai loro concittadini, è decisamente basso: nel 2012 solo il 20% degli italiani di 14 anni e più ritiene che gran parte della gente sia degna di fiducia.
Nonostante gli effetti della crisi sul mondo del lavoro e i forti squilibri, gli italiani si dicono soddisfatti del proprio lavoro, esprimendo un voto positivo, pari al 7,3.
ALLARME OBESITÀ. In Italia è anche allarme obesità: la quota delle persone sovrappeso o obese con più di 18 anni negli ultimi 10 anni è passata dal 42,4% del 2011 al 44,5% nel 2011. Non solo: è tra i giovani che l'aumento di peso negli ultimi anni risulta più marcato.
Ad incidere sull'aumento di peso uno stile di vita sedentario e la cattiva alimentazione. Circa il 40% degli adulti non svolge nessuna attività fisica nel tempo libero e oltre l'80% della popolazione consuma meno frutta e verdura di quanto raccomandato. In compenso tra gli adulti si fuma e si beve di meno, anche se l'abitudine alle 'bionde' a distanza di 10 anni mostra solo una lieve flessione (nel 2011 i fumatori erano il 23,7% della popolazione di 14 anni e più, nel 2011 sono il 22,7%). A rischio sono soprattutto i giovani tra cui l'abitudine alla sigaretta è più diffusa così come l'abuso di bevande alcoliche. Mezzogiorno e persone con estrazione sociale più bassa continuano a essere le più penalizzate sotto ogni punto di vista.

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