Il Triangolo Delle Bermuda THE PHILADELPHIA EXPERIMENT, O L’ESPERIMENTO “PHILADELPHIA”



Il Triangolo Delle Bermuda
THE PHILADELPHIA EXPERIMENT, O L’ESPERIMENTO “PHILADELPHIA”

Esperimento di Philadelphia:philadelphia LA NAVE DELL'ESPERIMENTO
philadelphia LA NAVE DELL'ESPERIMENTO
Il 28 ottobre del 1943 la nave americana USS Eldridge (DE-173) sarebbe stata usata per un esperimento sotto la guida di un fantomatico Franklin Reno (a volte indicato anche come “Dott. Rinehart”) alla quale avrebbero partecipato anche scienziati rinomati quali Albert Einstein e Nikola Tesla, che tuttavia risultava già morto all’epoca dei fatti (New York City, 7 Gennaio 1943).
Si racconta che alle ore 17:15 il cacciatorpediniere scomparve con tutto l’equipaggio, in mare nei pressi del molo di Philadelphia, ricomparendo dopo pochi minuti a Norfolk, Virginia, per poi ricomparire di nuovo nel molo di Philadelphia, nello stesso punto in cui si trovava precedentemente.
Il Progetto Arcobaleno:Il “Progetto Arcobaleno” aveva lo scopo di rendere invisibili le navi agli occhi dei nemici durante la seconda guerra mondiale, tramite la generazione di un campo magnetico di incredibile intensità intorno alla nave stessa. Installando nello scafo cavi elettrici lungo tutta la circonferenza, si sarebbe creato un campo magnetico funzionante in maniera simile al processo di degauss. L’esperimento sarebbe stato basato sulla teoria del campo unificato di Albert Einstein, che presuppone una relazione reciproca tra le forze di radiazione elettromagnetica e quelle della gravità, e per creare il campo magnetico si sarebbe utilizzata la “bobina di Tesla”.
L’invisibilità sarebbe dovuta al campo magnetico, che avrebbe curvato la luce riflessa dall’oggetto, facendola passare oltre lo stesso.
L’esperimento venne ripetuto nell’ottobre dello stesso anno a Philadelphia, ma con conseguenze sui componenti dell’equipaggio. Si racconta che la nave scomparve dietro un forte flash azzurro, materializzandosi in Virginia e di nuovo nel molo di Philadelphia, ma alcuni marinai scomparvero totalmente e cinque furono ritrovati fusi con il metallo della struttura della nave. Non esiste tuttavia alcun documento che confermi l’evento. L’esperimento, insieme alla nave, avrebbe teletrasportato circa 1900 tonnellate di acqua per colmare il vuoto lasciato dalla nave, con il risultato di creare una onda di una certa rilevanza, ma anche di questa conseguenza non esistono documentazioni attendibili:
La nascita della leggenda:
Carlos Miguel Allende/Allen

Nel 1955, Morris K. Jessup avanzò un’ipotesi sull’uso delle forze elettromagnetiche nella propulsione spaziale dei dischi volanti che egli stesso dichiarò aver osservato. Egli criticava pubblicamente l’uso dei razzi come propulsori per la conquista dello spazio, poiché il loro sviluppo avrebbe distolto risorse da altri campi di ricerca secondo lui più promettenti.Nello stesso anno, Jessup affermò di aver ricevuto tre lettere firmate da un certo Carlos Miguel Allende, nelle quali l’autore avrebbe citato l’esperimento di Philadelphia, riferendosi ad una serie di articoli giornalistici che ne parlavano senza però riportare alcuna fonte o elemento verificabile.Allende raccontava nelle lettere di essere stato testimone oculare dell’esperimento mentre si trovava su una nave nelle vicinanze, la SS Andrew Furuseth. Affermò inoltre di essere a conoscenza della scomparsa e del destino di alcuni membri dell’equipaggio della SS Eldridge.Ad una richiesta di approfondimento da parte di Jessup, Allende avrebbe risposto solo dopo mesi identificandosi questa volta col nome di Carl M. Allen, dichiarando di non poter fornire ulteriori prove, ma che le stesse sarebbero emerse tramite ipnosi di altre persone coinvolte se si fosse cercato a fondo.Jessup decise alla fine di interrompere questa corrispondenza:

Contattato dall’Office of Naval Research:
Nella primavera del 1957, Jessup sarebbe stato contattato dall’Office of Naval Research di Washington D.C..
L’Ente aveva ricevuto una copia del suo libro: The Case for the UFO (1955), con numerose annotazioni da parte di tre persone che trattavano di due tipi di creature che avrebbero vissuto nello spazio.
Vi si sarebbero trovate anche annotazioni che alludevano all’esperimento di Philadelphia, come se chi scrivesse ne fosse a conoscenza.
Si speculò molto su chi potessero essere gli autori di queste annotazioni, e c’è chi addirrittura sosteneva trattarsi di tre esseri extraterrestri.
Ad un confronto calligrafico, sembrò comunque che uno degli autori delle note risultasse essere senza dubbio Allende/Allen, e molto probabilmente anche le altre forse erano scritte dalla stessa persona ma con penne diverse. L’indirizzo del mittente corrispondeva ad una fattoria abbandonata.
Venne pubblicata un’edizione limitata del libro di Jessup col testo annotato, e questi tentò di continuare a scrivere su altri misteri con poco successo:

Strana morte:

Jessup fu trovato morto nel 1959 nella sua macchina. La sera prima aveva organizzato un appuntamento, al quale in mattinata non arrivò mai. Nell’incontro si proponeva appunto di divulgare ulteriori prove e retroscena che aveva trovato del suddetto esperimento.
Nonostante non siano mai state accertate le cause si pensa ad un suicidio per via del crollo di notorietà, mentre i complottisti parlano invece di omicidio, per metterlo a tacere:

Pubblicazioni e diffusione:

Nel 1965, Vincent Gaddis pubblicò Invisible Horizons: True Mysteries of the Sea, dove citava alcune parti del testo annotato di Jessup.
Attorno al 1977 l’intera faccenda venne quasi dimenticata, fu però ripresa in seguito da Charles Berlitz, che la incluse nel suo Without a Trace: New Information from the Triangle, il libro che creò il mito del triangolo delle Bermude.
Il testo di Berlitz conteneva per molti numerose imprecisioni, manipolazioni volontarie di dati e divagazioni per dare un aspetto scientifico alla pubblicazione, e il recupero dell’Esperimento di Philadelphia sarebbe stato tra questi. L’esperimento viene infatti incluso tra i misteri del Triangolo, nonostante Philadelphia si trovi a centinaia di chilometri da questo e non abbia nulla a che fare con le Bermude. Il libro di Berlitz ebbe molto successo, nella moda della letteratura di misteri.
Nel 1978 George E. Simpson e Neal R. Burger pubblicarono Thin Air, un romanzo basato vagamente sulla vicenda dell’esperiento di Philadelphia.

Berlitz, cavalcando il successo del libro del 1977, nel 1979 pubblicò insieme a William L. Moore The Philadelphia Experiment: Project Invisibility, che riprendeva alcuni spunti narrativi da Thin Air, raccontandoli come fatti reali o trascrizioni di interviste. Berlitz si ispirò talmente tanto al romanzo da essere accusato di plagio.
Dal libro di Berlitz, ma soprattutto da Thin Air, furono tratti i due film di fantascienza: The Philadelphia Experiment del (1984), e il seguito Philadelphia Experiment II del (1993).

Le ricerche:

Non vi sono fonti controllabili sulla vicenda. Tutti i racconti sono rimaneggiamenti delle pubblicazioni precedenti, che avrebbero avuto origine da trafiletti comparsi su giornali d’epoca, a loro volta privi di documentazione:

I romanzi:

L’opera maggiore sul tema, quella di Berlitz, sembrerebbe ispirata a un romanzo di fantascienza, da cui trarrebbe la maggior parte degli elementi significativi.
Nel 1980 Robert Goerman scrisse un articolo per la rivista Fate Magazine identificando Allende/Allen come Carl Meredith Allen, uno studioso di New Kensington, Pennsylvania, brillante ma sofferente di un grave disturbo mentale che lo portava a costruirsi un proprio mondo di fatti inventati, in uno stato simile a quello allucinatorio.

La scienza:

L’apparato teorico citato nell’esperimento sarebbe pura pseudoscienza, e avrebbe solo vaghi collegamenti con la teoria dei campi unificati einsteiniana, o con gli studi di Nikola Tesla. Solo nell’ottobre del 2006 alla Duke University si sarebbe riusciti ad ottenere un effetto simile a quello presupposto dall’esperimento, su scala molto ridotta e solo per quanto riguarda alcuni tipi di microonde elettromagnetiche.
Einstein lavorò per la Marina negli anni quaranta, ma solo riguardo ad alcuni progetti relativi a ricerche teoriche sulle esplosioni.

Unico sopravvissuto? :

Nel 1990, durante una conferenza, Alfred Bielek confermò l’avvenimento dell’esperimento dichiarando di avervi partecipato, e di esserne uno dei pochi sopravvissuti. La sua storia ha dell’incredibile, visto che afferma di essersi trovato catapultato nel futuro, poi fatto tornare indietro nel passato esattamente come nell’omonimo film, per tentare di spegnere l’apparecchiatura a bordo della nave.
Ad una verifica da parte di fan e appassionati, emerse rapidamente che Bielek non si trovava nemmeno nelle vicinanze di Philadelphia, che aveva cambiato la propria versione dei fatti decine di volte, che i fatti riportati non coincidevano con altri dati verificabili e che aveva già in passato prodotto documentazione falsa per supportare i propri discorsi. Ciononostante, Bielek ottiene una discreta esposizione mediatica per quasi un decennio, intraprendendo una redditizia attività di conferenziere. E in molti sono coloro che gli credono.
Alle accuse, si difende obiettando che ha dovuto recuperare la memoria a causa del lavaggio del cervello a cui fu sottoposto, che fu appunto il film a fargli tornare a luce quei ricordi che proprio per questo sono così confusi.

L’equipaggio della Eldrige e la SS Andrew Furuseth:

Nel 1999, durante un incontro tra veterani, l’equipaggio della Eldrige venne intervistato dal giornale Philadelphia Inquirer. La nave, varata il 27 agosto 1943, era rimasta in porto a New York fino a metà settembre, e nell’ottobre dello stesso anno era partita per il suo viaggio inaugurale alle Bahamas rientrando a Long Island il 18 ottobre. Secondo i dati del giornale di bordo del 1943 [4] la Eldridge non è mai stata a Philadelphia. La nave inoltre, è documentata in servizio regolare sino al 1951 per la US Navy, ed in seguito risulta venduta alla marina greca per cui ha operato fino al 1977; in nessun momento della sua vita la nave avrebbe sofferto di sparizioni di componenti dell’equipaggio.
Sempre secondo i diari di bordo, la SS Andrew Furuseth, la nave da cui Allen avrebbe osservato l’esperimento, si trovava in crociera nel Mar Mediterraneo fino al gennaio dell’anno seguente.

Conclusioni:

Non esisterebbero dunque negli archivi militari o civili indicazioni, che portino a concludere che l’esperimento sia realmente avvenuto:
IL PHILADELPHIA EXPERIMENT CONTINUA AD AFFASCINARE, MA E’, E SARA’ SEMPRE UN ARGOMENTO TROPPO PERICOLOSO DA AMMETTERE…………..

L'area compresa dal triangolo delle Bermuda

Il triangolo delle Bermude o delle Bermuda, è una zona di mare di forma per l'appunto triangolare, i cui vertici sono:

    vertice nord - il punto più meridionale della costa dell'arcipelago delle Bermude;
    vertice sud - il punto più occidentale dell'isola di Porto Rico;
    vertice ovest - il punto più a sud della penisola della Florida.

In relazione a questa vasta zona di mare, di circa 1.100.000 km2, la cultura popolare ha fatto sì che nascesse la convinzione che si fossero verificati dal 1800 in poi numerosi episodi di sparizioni di navi e aeromobili, motivo per cui alcuni autori hanno soprannominato la zona "Triangolo maledetto" o "Triangolo del diavolo".

Il triangolo ha vissuto particolare popolarità nei media soprattutto a partire dal libro bestseller Bermuda, il triangolo maledetto (The Bermuda Triangle) del 1974 di Charles Berlitz, secondo il quale nella zona avverrebbero misteriosi fenomeni che sono stati accostati al paranormale e agli UFO.

Nonostante la reputazione "maledetta", derivante soprattutto da opere di divulgazione misteriologica come quelle di Berlitz, il numero di incidenti nel Triangolo non è affatto superiore a quello di una qualsiasi altra regione ad alta densità di traffico aeronavale: come confermato dalla Guardia costiera degli Stati Uniti, l'incidentalità è nella norma per la quantità di traffico e molti degli incidenti avvenuti sono derivati da normali cause fisiche e meccaniche.
 Storia del "mito" delle sparizioni

Le prime notizie di sparizioni inusuali nel triangolo delle Bermuda risalgono al 1950 ad opera di Edward Van Winkle Jones in un articolo del 16 settembre per Associated Press.[4] Due anni dopo il magazine Fate pubblicò "Sea Mystery At Our Back Door", breve articolo di George X. Sand che riportava la presunta sparizione di molti aerei e navi inclusa la sparizione del Volo 19 e di un gruppo di cinque navi della U.S. Navy. Questo articolo segna l'inizio del mito del triangolo delle Bermuda per come è conosciuto oggi. Tale articolo inoltre fu il primo a ipotizzare una ipotesi soprannaturale per le presunte sparizioni. Un ulteriore articolo fu pubblicato nel 1964 da Vincent Gaddis che l'anno seguente pubblicò anche un libro intitolato Invisible Horizons dove approfondiva i temi trattati nell'articolo.

Negli anni seguenti altri lavori furono pubblicati sul presunto mistero: John Wallace Spencer (Limbo of the Lost, 1969, repr. 1973); Charles Berlitz (The Bermuda Triangle, 1974); Richard Winer (The Devil's Triangle, 1974), e molti altri, tutti per lo più facenti leva su presunti fenomeni soprannaturali.
 Le ricerche di Kusche

Lawrence David Kusche autore del libro The Bermuda Triangle Mystery: Solved del 1975 mise in luce gravi imprecisioni e alterazioni nell'opera di Berlitz: spesso il resoconto non coincideva con i racconti di testimoni o di persone coinvolte negli incidenti e sopravvissuti. In molti casi informazioni importanti erano omesse (come ad esempio nella scomparsa di Donald Crowhurst, riportata come mistero nonostante già allora fosse chiaro che Crowhurst aveva inventato i racconti delle sue imprese ed aveva commesso suicidio). Oppure come nel caso del cargo che lo scrittore Charles Berlitz nei suoi libri colloca come disperso nei pressi di un porto nell'Atlantico, quando in realtà era andato perso nei pressi di un porto dallo stesso nome ma nel Pacifico). Inoltre, Kusche dimostrò, tramite documentazione, come numerosi incidenti indicati come "vittime del triangolo" si erano in realtà verificati a moltissima distanza e fossero stati inclusi in malafede.

La ricerca di Kusche portò ad alcune conclusioni:

    Il numero di navi disperse è paragonabile, percentualmente, a quello di ogni altra zona dell'oceano.
    In una zona di tempeste tropicali, molte delle scomparse sono facilmente spiegabili, oltre che per nulla misteriose.
    Il numero di perdite è stato enormemente esagerato da una ricerca falsata.
    Le circostanze delle scomparse sono state riportate in modo falsato da Berlitz: il caso più comune riguarda navi che sono date per disperse con mare calmo e assenza di vento, quando in realtà le registrazione dell'epoca mostrano tempeste o peggio.
    "La leggenda del Triangolo delle Bermuda è un mistero fatto ad arte... mantenuto in vita da scrittori che volontariamente o meno fanno uso di dati errati, argomentazioni falsate, ragionamenti svianti e sensazionalismo" .

Nonostante la fama dell'area, le statistiche dei Lloyd's di Londra affermano con certezza che il "triangolo" non è né più né meno pericolosa di ogni altra zona dell'oceano, valutando il numero di incidenti e perdite per la quantità di traffico sostenuto: l'area è una delle vie commerciali più affollate al mondo e le percentuali di sparizione sono insignificanti se esaminate nel complesso.

I dati disponibili presso la United States Coast Guard confermano tali conclusioni: il numero di sparizioni e incidenti è insignificante se paragonato al traffico nell'area.
 Le speculazioni pseudoscientifiche

Dando per certe le sparizioni narrate nei libri e nei giornali, vari autori legati all'ufologia hanno avanzato l'ipotesi che le sparizioni misteriose di aerei e navi nel Triangolo delle Bermude siano da imputare agli extraterrestri. Secondo gli ufologi, gli extraterrestri considerano come loro territorio di volo l'area del triangolo delle Bermude, essendo area da loro frequentata da secoli (è ciò che disse George Adamski, il più famoso dei contattisti) e non tollerano la presenza di nessuno.

Altri autori hanno parlato di inusuali anomalie magnetiche, che tuttavia non sono state provate.
 Lista delle scomparse

Questa lista individua le principali presunte scomparse di aerei e navi avvenute nell'area del triangolo delle Bermude o nelle sue vicinanze, secondo Charles Berlitz e altri autori.
 Aerei

    5 Grumman TBM Avenger della Marina degli Stati Uniti, squadriglia di bombardieri in volo di addestramento (conosciuta come Squadriglia 19), partiti da Fort Lauderdale (Florida), complessivamente 14 persone di equipaggio. Scomparsi dopo due ore di volo, a circa 363 chilometri a nord est della base, il 5 dicembre 1945 (vedere Volo 19).
    Avro Tudor Star Tiger, 31 persone fra equipaggio e passeggeri; scomparso a 611 a nord est di Bermuda, il 29 gennaio 1948.
    Douglas DC-3, partito da San Juan (Portorico) e diretto a Miami, 32 persone fra equipaggio e passeggeri; scomparso il 28 dicembre 1948.
    Avro Tudor Star Ariel (aereo gemello dello Star Tiger), partito da Londra e diretto a Santiago del Cile; scomparso a 611 chilometri a sud-ovest di Bermuda, in direzione di Kingston (Giamaica), il 17 gennaio 1949.

 Navi

    USS Grampus affondata nel 1843;
    Mary Celeste: descritta come nave "abbandonata" nell'area delle Bermuda nel 1872, in realtà l'evento si verificò davanti alle coste del Portogallo, nel triangolo invece affondò un'omonima nave nel 1864
    Ellen Austin: sorta di relitto dato per scomparso nel 1881 con la ciurma, in realtà, come si evince dai registri dei Lloyd's di Londra, esisteva una nave chiamata Meta, costruita nel 1854 e poi ribattezzata, nel 1880, Ellen Austin. In relazione a questa nave non sono registrati incidenti di sorta con vittime
    USS Cyclops, nave da rifornimento della Marina degli Stati Uniti, in rotta dalle Barbados a Norfolk (Virginia), equipaggio di 309 persone; scomparsa dopo la partenza il 4 marzo 1918;
    Carroll A. Deering, 1921.
    SS Cotopaxi, scomparsa sulla rotta fra Charleston (South Carolina) e L'Avana, nel 1925.

L'IPOTESI

Secondo un’ipotesi sorprendente che spiegherebbe la misteriosa scomparsa di navi e aerei nel tristemente famoso “triangolo delle Bermuda”, gli strani fenomeni sarebbero causati dalle anime tormentate dell’aldilà. L’idea è sostenuta da due illustri esorcisti, secondo i quali gli “spiriti” della zona nota col nome di Triangolo della Morte, Triangolo del Demonio e Mare Vudù sono quelle di dieci milioni di neri affogati o gettati in mare durante il periodo della tratta degli schiavi. Queste anime possono “impossessarsi” della mente di piloti e marinai, proprio come le persone a terra possono essere possedute da spiriti. Durante un esperimento unico nel suo genere, nel Triangolo delle Bermuda si sono svolti riti di preghiere speciali per restituire la pace alle anime tormentate che si dice abitino questa zona dell’Atlantico, divenuta cimitero di 140 navi e aerei e di più di 1000 individui che, nel corso degli anni, sono scomparsi senza lasciar traccia. A sostenere questa straordinaria teoria è il medico e psichiatra inglese dottor Kenneth McCall: “La chiamano ‘sindrome di possessione’ nei pazienti con disturbi mentali. Può essere multipla o singola, manifestarsi in una famiglia o in un luogo abitato da fantasmi. Gli spiriti si devono esprimere, quindi si impadroniscono della nostra mente. Proprio come, nel nostro mondo, una o più persone possono causare tormento o confusione con la loro persecuzione, può succedere la stessa cosa all’equipaggio di una nave o di un aereo, e in più larga scala, anche nel Triangolo delle Bermuda. Sembra che gli spiriti stiano cercando di attirare l’attenzione sulla loro condizione, come un bambino che si è perso fa con un adulto. Questi spiriti infelici sono in purgatorio; dato che non sono morti di morte naturale né in grazia di Dio, sono fonte di problemi”.

image

Il dottore McCall ha composto un servizio particolare da tenersi in quelle acque inquiete, comprendente la Messa dei Defunti, cattolica, e l’Eucaristia della Memoria, anglicana. Egli ritiene che questo contribuirà a far diminuire il numero di aeroplani e navi che scompaiono in quella zona. Il dottor McCall ha praticato 600 esorcismi o imposizioni delle mani negli Stati Uniti, in Canada, Olanda, Germania e Svizzera. Era membro in Gran Bretagna di una commissione sull’esorcismo della Chiesa d’Inghilterra. Si recò molte volte negli Stati Uniti e scrisse assieme ad altri professori americani un libro sull’argomento. Dopo essere stato in Cina come missionario, e fatto prigioniero, scoprì di poter curare gli altri prigionieri con la preghiera. Ha raccontato: “Quando ritornai in Gran Bretagna, nel 1946, e diventai uno psichiatra, mi resi conto che gli stessi risultati si avevano anche negli ospedali psichiatrici. I pazienti erano preda di turbe perché erano posseduti da spiriti". La teoria secondo cui nel Triangolo delle Bermuda – la zona delimitata dalle Bermuda a nord, da Miami e Puerto Rico – vi sarebbero milioni di spiriti inquieti, fu da lui formulata quando fu sorpreso da una bonaccia su una piccola bananiera nel Mar dei Sargassi. Racconta: “Ero stato negli Stati Uniti per tenere una serie di lezioni e visitare alcuni parenti. Scoppiò la caldaia della nave e stavamo andando alla deriva. Tutto perfettamente calmo e tranquillo quando udii un canto. Pensavo fosse l’equipaggio, ma non capivo perché continuassero a cantare”. Il dottor McCall, dopo aver controllato, scoprì che nessuno fra l’equipaggio stava cantando e a bordo non c’era nemmeno un giradischi. “Mi resi conto che si trattava di un canto funebre di neri, simile a una cantilena lamentosa. Continuò ininterrottamente cinque giorni e cinque notti prima che ci rimettessimo in moto. Anche mia moglie l’ha sentito. Quello che abbiamo udito, conferma tutte le mie teorie”. Secondo lui, durante la tratta degli schiavi quasi dieci milioni di neri finirono a mare. “Era abitudine buttarli a mare perché in questo modo gli armatori ottenevano più soldi dalle assicurazioni. Le donne incinte e i malati venivano dati in pasto agli squali. Altri preferivano buttarsi a mare piuttosto che finire i propri giorni in schiavitù”. Fra i molti misteri del Triangolo delle bermuda, quello più famoso riguarda gli aerei da guerra scomparsi. Il 5 dicembre del 1945 una squadra di cinque bombardieri Grumann della Marina degli stati Uniti decollò da Fort Lauderdale in Florida per un volo di addestramento; il tempo era perfetto. Poco dopo i piloti comunicarono via radio che si trovavano sulla rotta, anche se stavano in realtà andando nella direzione opposta. Due ora dopo il decollo, si perse ogni contatto con gli aerei. Un bombardiere Martin fu immediatamente mandato alla ricerca dei bombardieri scomparsi. Venti minuti dopo anche i contatti radio con questo bombardiere si persero. Non fu trovata più alcuna traccia dei bombardieri. In tutto sei aerei e ventisette uomini di equipaggio erano semplicemente svaniti. Secondo l’opinione di McCall, il capo della squadriglia di addestramento ritenne fino all’ultimo di volare nella giusta direzione, ma il suo giudizio si era distorto dagli spiriti.
L’ipotesi degli spiriti era già convinzione dei pescatori molto tempo prima che il mondo sapesse del Triangolo delle Bermuda. Il disastro più grave si era verificato nella zona ventisette anni prima, nel marzo del 1918. In quel mese la nave rifornimenti “Cyclops” svanì nel nulla senza neanche lanciare un messaggio di soccorso. Non fu trovato il relitto né alcuno dei 309 uomini dell’equipaggio.image


Il servizio e le preghiere che avevano lo scopo di porre fine a questi disastri furono pronunciati nel Triangolo delle Bermuda dall’esorcista Donald Omand, un vicario settantaquattrenne in pensione della Chiesa d’Inghilterra esperto dell’occulto, che si descriveva come un chirurgo spirituale. Nei precedenti esorcismi aveva scacciato spiriti da persone, edifici e animali. Il dottor McCall non riuscì a partecipare al rito, ma Omand era accompagnato dal medico e scrittore inglese Marc Alexander, che così riferì: “Il reverendo Omand collabora spesso con medici e psichiatri. Quasi tutti i casi gli vengono riferiti da medici. Questo è un argomento affascinante e mi furono aperti gli occhi grazie a molte cose che gli vidi fare”. Omand, nel suo lavoro di rappacificamento degli spiriti, è stato spalleggiato da Peter Mumford, vescovo di Hertford, che raccontò: “Faceva parte di una commissione ecclesiastica che qualche anno prima aveva tratto le proprie conclusioni sull’esorcismo. E’ un noto esorcista esperto nel suo campo. Ha una notevole competenza, gode di una grande stima e ha contribuito decisamente alle nostre conoscenze in questo campo”. Ma se con il suo rito abbia placato gli “spiriti” del Triangolo delle Bermuda, solo il tempo potrà dirlo.

Esperimento Filadelfia e Triangolo delle Bermuda

 (di Alan Ferrero) 

 

 Nell'episodio "Calma Irreale", Fox e Dana indagavano sugli inquietanti fenomeni che si manifestavano a bordo della USS Ardent, una nave della Marina Americana scomparsa al largo della Norvegia. Mulder, nel tentativo di trovare una spiegazione, all'inizio della vicenda cita l'Esperimento Filadelfia e poi il Triangolo delle Bermuda; anche se in quella occasione "Lo Spettrale" si sbagliava, le storie di questi due misteri meritano comunque di essere raccontate, anche perchè sono indissolubilmente legate fra di loro. Lo spazio di mare delimitato a Nord dalle attuali Bermuda, a Ovest dall'isola di Grand Bahama ed a Sud da Portorico è sempre stata circondata da una fama sinistra fin dalla stessa scoperta dell'America: fu infatti proprio Cristoforo Colombo, in rotta per il Nuovo Mondo, ad incappare con le sue tre Caravelle in "strani accadimenti" attraversando questa zona. I dettagliati resoconti della sua "incredibile esperienza" sono riportati nei diari di bordo del navigatore genovese che parlano di "bagliori nel cielo" e "di bussole impazzite"; era solo il Settembre del 1492, ma è con un famosissimo (per chi si occupa di cose misteriose) fatto degli anni 40 che si cominciò a parlare diffusamente del Triangolo delle Bermuda: alle ore 14 del 5 Dicembre 1945, cinque TBM Avengers della Marina Americana partirono per un'esercitazione dalla base di Fort Lauderdale, in Florida. La formazione puntò verso Ovest in direzione delle Bahams, raggiunse il poligono e completò l'addestramento. Sulla strada del ritorno, alle ore 15:15, la base di Fort Lauderdale ricevette dal capo squadriglia (Tenente Charles Taylor) un concitato messaggio relativo al malfunzionamento improvviso di tutti gli strumenti di bordo, apparentemente provocato da una improvvisa ed intensa luce nel cielo. Le trasmissioni, sempre più disturbate e contradditorie, si interruppero alle 16. Un grosso apparecchio da ricognizione, un Martin Mariner alla guida del Tenente Kane, fu inviato in soccorso nel luogo dove gli aerei avrebbero dovuto trovarsi; il pilota inviò una confusa comunicazione a proposito di forti venti che soffiavano al di sopra dei 1.800 metri: furono le sue ultime parole in quanto anche il Martin Mariner sparì; 307 aeroplani militari, 4 cacciatorpedinieri, 18 vedette della guardia costiera, e centinaia di aerei ed imbarcazioni private, parteciparano alla più colossale ricerca della storia: 985 miglia quadrate furono battute palmo a palmo senza mai rinvenire nessuna traccia (relitti, macchie di carburante, zattere di salvataggio o altro) che potesse spiegare "razionalmente" l'accaduto. La Marina Militare aprì un'inchiesta in cui furono ascoltati 56 testimoni; dopo 14 giorni di investigazioni continue, il caso fu considerato "irrisolto" (un vero x-file!) ed archiviato come tale. Fu solo dopo questo incidente che numerose altre sparizioni furono collegate a questo tratto di mare: nel 1800, la USS Pickering sparì tra la Guadalupa ed il Delaware; nel 1814 la USS Wasp scomparve nei Caraibi; e poi il Grampus, la Mary Celeste, l'Atlanta. un'infinità di navi "inghiottite nel nulla" oppure ritrovate, come la Rosalie completamente vuote, abbandonate senza apparente ragione dall'intero equipaggio. Da quel fatidico 5 Dicembre le sparizioni non accennarono a diminuire, anzi aumentarono continuando ancora oggi. Nel suo primo libro "Senza Traccia" ("Without A Trace") Charles Berlitz, vero e proprio studioso dell'argomento, elenca 143 fra navi ed aerei svaniti mentre con il secondo "Il Triangolo delle Bermuda" ( "The Bermuda Triangle", 1974) fornisce anche delle spiegazioni, sue e di altri esperti; ecco le più affascinanti: rapimenti UFO; la presenza di armi mai disattivate sepolte in fondo al mare e costruite da una civiltà tecnologicamente avanzata precedente la nostra (nel 1969 nei fondali delle isole Bimini, vicinissime al "triangolo", furono scoperte le rovine di una città che non appartiene a nessuna delle civiltà conosciute: l'archeologo Manson Valentine, di cui parleremo più avanti, sostiene siano i resti di Atlandide); deformazioni spazio-temporali; magia nel senso tradizionale del termine ed attività segrete del Governo USA legate al famoso Esperimento Filadelfia. Infatti Berlitz, nel corso delle ricerche per il suo volume, conobbe Valentine (a cui abbiamo già accennato) il quale si occupava non solo di Atlandide, ma anche di fenomeni UFO. Da un corrispondente chiamato Jessup (legato al noto progetto Blue Book), Valentine venne informato di un segretissimo esperimento svolto durante la Seconda Guerra Mondiale dalla Marina Americana; alcuni scienziati militari, ispirandosi a certe nozioni derivate dagli studi di Einstein, erano giunti alla conclusione che, sottoponendo un corpo ad un forte campo magnetico, esso sarebbe divenuto invisibile. Per verificare questa teoria, si decise di impiegare il cacciatorpediniere USS Eldridge D-173, di stanza a Chesapeake Bay. A bordo furono installati alcuni potenti generatori di magnetismo e successivamente l'unità fu trasferita a Newport-Newton News, presso Filadelfia. Nell'ottobre del 1943 la prova, detta "Esperimento Filadelfia", ebbe inizio e di fronte a pochi selezionatissimi spettatori, la nave cominciò lentamente a svanire avvolta da una inquietante luminosità verdastra. Si verificarono però dei problemi in quanto non si riusciva a contattare via radio la Eldridge; quando i generatori furono spenti, l'imbarcazione riacquistò la sua materialità, ma qualcosa di inatteso e spaventoso era accaduto ai membri dell'equipaggio: costoro vagavano impazziti, completamente privi di volontà e con la carnagione di un pallore quasi cadaverico; successivamente, alcuni di loro cominciarono a soffrire di un disturbo battezzato come "Inferno Incorporato" che provocava la smaterializzazione dei loro corpi in un'intensa luce fosforescente per poi prendere improvvisamente fuoco: l'esperimento era fallito, il "Progetto Filadelfia" fu accantonato. Charles Berltz, dopo il successo mondiale del suo secondo volume, dedicò un intero libro a questa vicenda ed è profondamente convinto che sia vera; purtorppo Jessup, unico testimone, è morto in circostanze misteriose dopo aver rivelato ciò che sapeva (opera degli Uomini In Nero?); in attesa di prove certe e definitive, è stato tratto un film nel 1984 piuttosto avvicente intitolato appunto "Philadelphia Experiment" così come, sul "Triangolo delle Bermude", sono state girate diverse pellicole (generalmente brutte). Comunque, c'è anche chi propone una soluzione logica per questi fatti; nel 1975 (un anno dopo l'uscita del libro di Berlitz) David Kusche pubblicò "Il Mistero Risolto" ("The Bermuda Triangle Mystery Solved") in cui l'autore afferma che nessuna sparizione verificatasi nel "triangolo" è piu misteriosa di altre avvenute in differenti zone; Kushe trova "spiegazioni razionali" per (quasi) tutti i casi citati da Berlitz nelle sue opere; ricorda che nel mondo ci sono tante "zone maledette" (come in Giappone, dove esiste il "Triangolo del Diavolo") e che percentualmente, le sparizioni non sono maggiori di quelle che avvengono in tratti di mare molto pericolosi per cause naturali (venti, correnti, ecc.) Tuttavia, è proprio questo maniacale impegno nel demolire le tesi fantasiose degli altri, a rendere l'opera di Kusche poco credibile: Insomma, appaiono più convincenti le "teorie impossibili" di Berlitz che non quelle "fredde" e scientifiche di Kusche (un pò come accade tra l'approccio possibilista di Mulder e quello razionale di Scully). 

 

 

   

 

 

 

 


 

 

Newsletter

Iscriviti alla nostra Newsletter:

Sondaggio

ti piace il mio sito metti un voto

si 313 96%
no 12 4%

Voti totali: 325