Anatomia di un Golpe finanziario

I retroscena della nascita del governo Monti e le rivelazioni annacquate di Alan Friedman

di Angelo Zotta 

Agli occhi di un attento osservatore, le rivelazioni di Alan Friedman, giornalista economico-finanziario made in Usa destano alquanto perplessità, se non addirittura sospetto. È solo un caso che coincidano con la caduta del Governo Letta? La classica puzza di bruciato, per intenderci! Soprattutto per la tempistica, ma forse ancor più per quelle mezze verità che si fatica a credere siano frutto di un lavoro frettoloso e pasticciato. No, il sospetto fondato è che quelle mezze verità siano mezze in quanto tali proprio per volontà dell’autore quanto dei poteri forti che ne hanno voluto la diffusione.Un giornalista come Friedman non poteva non sapere! E questo non perché si confida alla cieca nelle mirabili capacità del giornalista a stelle e strisce, quanto piuttosto perché troppo ben allacciato per non sapere.

Dunque, veniamo ai fatti. Alan Friedman porta alla luce dei riflettori colloqui privati tra Mario Monti e personaggi della scena politica italiana come Carlo de Benedetti e Romano Prodi. In tali colloqui, Mario Monti avrebbe comunicato loro l’interesse di Giorgio Napolitano per una sua possibile nomina a Premier in sostituzione di Berlusconi, qualora fosse stato necessario. Tutto qua. Friedman si affretta a dichiarare di non vedervi trame di complotto. E come potrebbe! Fondamentalmente non ha scoperto nulla di sensazionale. La politica italiana ci ha abituati ai sottili giochi di palazzo.

Le rivelazioni annacquate di Alan Friedman si perdono nel loro pressapochismo una volta accostate alle dichiarazioni del blogger Francesco Amodeo. Questi denuncia gli accadimenti del 2011 in tempi non sospetti, e quando viene intervistato dal web reporterSalvo Mandarà (è possibile visualizzare il video completo su youtube al titolo:“Salvo5.0. The Italian Job or the World Job?” ) la sua ricostruzione è chiara, lucida, ma soprattutto, inoppugnabile. Eccone un riassunto:

Friedman parla di un incontro Monti-Prodi datato giugno 2011 e Monti-De Benedetti a Saint Moritz ad agosto 2011. Ma il buon Friedman dimentica (ma siamo portati a credere che abbia omesso volontariamente) di dire che sempre a giugno 2011, per l’esattezza dal 9 al 12 giugno 2011, e sempre a Saint Moritz, c’è stata la riunione del Club Bilderberg, e che Mario Monti vi partecipò (risulta dalla lista ufficiale degli invitati). Fate attenzione ora: tra gli altri invitati, Joseph Ackermann, presidente Deutsche Bank, e Lloyd Blankfein, Presidente di Goldman Sachs, , le due banche che di li a due mesi porteranno ad una repentina vendita di titoli italiani, con conseguente impennata dello spread tra BTP italiani e BUND tedeschi, e quindi la caduta del Governo Berlusconi per quello di Monti. Milano Finanza riporta nei titoli come la Consob abbia messo sotto la lente d’ingrandimento comportamenti ritenuti quanto mai anomali, ovvero la vendita da parte di Deutsche Bank di titoli italiani per un valore di 7 miliardi di euro, cifra pari all’88% dei titoli italiani in portafoglio. Perché mai una vendita così massiccia di titoli italiani? Negli stessi giorni si nota il medesimo comportamento da parte del colosso finanziario Goldman Sachs. A quale scopo tutto questo? È evidente vi sia stata una manovra finanziaria dagliobiettivi ben precisi: far decollare lo spread tanto da giustificarne l’aumento con la perdita di credibilità del Governo Berlusconi, sostituendone uno democraticamente eletto con uno di diretta nomina Bilderberg: il Governo Monti, per l’appunto.

E che ad architettare la calata di Mario Monti non fosse stata la volontà del Presidente Napolitano ci viene anche confermato dall’analisi di quanto successe in Grecia. Al governo democraticamente eletto di George Papandreu si sostituisce quello nominato di Lucas Papademos. Lucas Papademos è il Monti ellenico. Stessa provenienza: membro Bilderberg, membro della Trilateral Commission, uomo di Goldman Sachs. Sono solo coincidenze? Certo che no! Fu proprio nella riunione Bilderberg del giugno 2011 che fu deciso di far cadere i governi Berlusconi e Papandreu per sostituirli con quelli Monti e Papademos.

Ma Monti e Papademos non erano sufficienti ai piani del Bilderberg, e così, il 1° Novembre 2011 viene nominato Presidente della BCE un certo Mario Draghi, anche lui membro Bilderberg, membro della Trilateral Commission, e uomo Goldman Sachs. Al terzetto Monti – Papademos – Draghi manca un quarto ed ultimo soggetto politico: trattasi di Romano Prodi, manco a dirlo anche lui membro Bilderberg, membro della Trilateral Commission, e uomo Goldman Sachs! L’estate 2011, quando Monti incontrò De Benedetti, trovò il tempo di vedersi anche con Romano Prodi. A quale scopo? Perché mai incontrare Prodi che in quel periodo non ricopriva alcuna carica politica? Probabilmente perché in quell’occasione Mario Monti gli comunicò che sarebbe diventato Premier, e che nella stessa riunione del Bilderberg si era decisa anche la sua nomina a Presidente della Repubblica. Romano Prodi era l’uomo che il Bilderberg aveva designato per la successione di Napolitano al Quirinale. Qualcosa però andò storto, qualcosa che il Bilderberg non poteva prevedere, ovvero che i deputati del PD impallinassero Prodi, facendo così saltare tutti i giochi. Bruciato Prodi, non potevano certo permettersi di lasciare il Quirinale ad una persona estranea ai loro piani (ecco spiegata quindi la bocciatura di Rodotà). Così si decise di ripiegare urgentemente sull’uscente (e già collaudato) Giorgio Napolitano.

Come spiegarsi quindi le rivelazioni di Friedman? Quale interesse avrebbero avuto i poteri forti a scaricare Napolitano? Possiamo azzardare soltanto supposizioni, ovviamente. Sembra chiaro che tali dichiarazioni fungano a pretesto per le prossime probabili dimissioni di Napolitano. La figura di Napolitano è oramai compromessa (vuoi l’età, vuoi le accuse di Impeachment a lui avanzate, vuoi il calo verticale di popolarità, vuoi un felice pensionamento dal pluriennale servizio prestato ai poteri forti). Fu “richiamato alle armi” per necessità estrema, nulla più! Nessun attaccamento morboso alla poltrona, ne manie di grandezza. Marco Travaglio lo chiama “Re Giorgio”, ma Travaglio devia l’attenzione (volutamente o no) dal vero problema. Nessun Re, quindi, semmai cameriere, gran cerimoniere dei poteri forti, quello sì!

Potremmo supporre inoltre che anche la crisi del governo Letta (guarda caso in contemporanea!) non sia affatto casuale: se il PD ha già una volta impallinato Prodi, forse questa è la volta buona di farlo Presidente della Repubblica. Una composizione diversa dalla presente, con un’ala renziana ed un leader non certo ostile all’idea di Prodi Presidente della Repubblica sarebbe la chiave di svolta. Scommettiamo quindi che Prodi a breve salirà al Colle per rimpiazzare il logoro Napolitano? Alternative valide potranno essere quelle di Mario Monti e Mario Draghi.

Ma per quale motivo il Bilderberg avrebbe dovuto mettere propri uomini a capo di nazioni sovrane ed organismi sovranazionali? Quale il fine di tutto questo? Obiettivo di fondo era servire interessi privati di banche e lobbies, senza per forza volervi vedere un seppur credibile progetto sovversivo di destabilizzazione economico-sociale, impoverimento diffuso, perdita di diritti sociali acquisiti nel corso degli ultimi 100 anni. E per farlo occorreva un uomo in grado di fare lavoro sporco. Un politico non avrebbe potuto farlo per ragioni di ritorno elettorale. Ecco quindi un tecnico: Mario Monti. Subito dopo essersi insediato, Monti firmò, nel silenzio generale dei media complici e corresponsabili, Fiscal Compact, Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) e, modificando la Costituzione, introdusse il pareggio di bilancio. Il cappio attorno al collo della bella Italia fu finalmente posizionato! Come da piano Bilderberg. Pensavate forse che i disastri del Governo Monti siano stati accidentali, frutto di imperizia, pressapochismo, sbadataggine o più semplicemente incompetenza? Vi sbagliate di grosso! Gli esodati della Fornero, e la sua folle riforma del lavoro, la morìa delle PMI, la tassazione esasperata, l’anatocismo di Equitalia, la burocrazia asfissiante, l’impoverimento sociale, culturale, valorialerispondono tutte a precise logiche, calcolate scientificamente con fredda razionalità (ed attitudine criminale, aggiungo io!). Altro che tecnici incapaci! Un eutanasia consapevole di cui la gente ancora oggi ignora le ragioni di fondo. Basterebbe conoscere qualcosa in più di Bilderberg, Trilateral Commission, e Fondazioni della galassia economico-finanziario-massonica per accorgersene.

Enrico Letta, guarda caso anche lui membro Bilderberg, nel suo immobilismodurato poco meno di dodici mesi, non ha fatto altro che continuare a perorare la causa dei suoi padroni. O pensate davvero si tratti di incapacità anche nel suo caso? È bene ricordare ai meno attenti il famoso “pizzino” che Enrico Letta fece recapitare ai banchi del Governo all’allora neo Premier Mario Monti, in cui si diceva felicemente incredulo per la nomina, sottolineando come a lui sembrasse tutto un sogno, qualcosa di memorabile. Tutt’altro che memorabile risultò l’operato di Monti agli occhi dei cittadini italiani!

inserito da domenico marigliano blogger

 

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