una rincorsa alla dittatura partita da lontano da parte della sinistra italiana.

Pochi sembrano rendersi conto di cosa sta avvenendo in questa stagione della politica italiana. E' iniziato il tramonto della democrazia, regime a fatica restaurato dopo la seconda guerra mondiale e che solo recentemente aveva raggiunto una certa compiutezza, attraverso l'inizio della alternanza al governo tra due schieramenti alternativi, sinistra e destra. Una nuova destra, fondata dall'iniziativa di Berlusconi, ma anche una nuova sinistra, scaturita dallo scontro tra partito socialista (Craxi) e partito comunista, da questo egemonizzata grazie alla distruzione del partito storico della sinistra ad opera della magistratura ("mani pulite").Il 94 sembrava il raggiungimento, anche se rocambolesco e violento, della piena democrazia, ma così non è stato. Anzi è stato la fine del processo di crescita della democrazia italiana e l'inizio della sua distruzione.Due i fattori distruttivi in azione: l'intervento della (di certa) magistratura nella vita politica (favorito dalla complice manomissione della costituzione, attraverso l'abolizione della immunità parlamentare) e il conseguente dominio degli ex-comunisti nella sinistra post-mani-pulite. I partiti risorgimentali (socialisti, democristiani, repubblicani, liberali) distrutti dall'irruzione della magistratura, hanno lasciato un vuoto riempito a sinistra dai comunisti e a destra, inaspettatamente, da Forza Italia.Poteva essere, come dicevo, un assestamento brutale ma funzionante, ma così non è stato, a causa della natura totalitaria della nuova sinistra che, trovatasi all'opposizione, ha subito avviato, assieme alla parte di magistratura controllata, una vera e propria guerra a Berlusconi, iniziata con il grottesco avviso giudiziario durante il summit internazionale del 94 a Napoli e che proprio in questi giorni sembra concludersi con la distruzione dell'antagonista politico.Dopo aver eliminato i partiti risorgimentali, ora gli ex-comunsiti stanno per eliminare anche la nuova destra. A questo punto avremo il vuoto politico totale e finalmente i comunisti avranno concluso la loro grande marcia, iniziata nel 1921, di conquista dello Stato italiano. Neanche il più ottimista può sperare nella nascita di un nuovo antagonista politico, che ripristini le basi di una democrazia. Nel dna dei comunisti la democrazia è sconosciuta e l'unico obiettivo politico concepito è il controllo totale ed esclusivo dello stato, che a questo punto è quasi interamente nelle loro mani, e che questa volta non si lasceranno scappare (come accaduto alla gioiosa ma ingenua macchina da guerra di Occhetto). Ora i compagni sono navigati e sapranno soffocare ogni tentativo di ripresa della vita democratica; non ci saranno altri Berlusconi e ci avvieremo verso un regime che chi vive in regioni come la Toscana ben conosce. In queste terre l'opposizione non esiste se non per finta ed i veri contrasti avvengono all'interno del partito unico, a porte chiuse tra i compagni (sempre gli stessi). Se questa non è dittatura, ditemi cos'è.

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