Alla faccia dell’Europa unita i nostri pensionati sono i piu' tartassati e i nostri lavoratori i meno pagati dell'eurozone.

Ci dicevano che entrare in Europa erano solo vantaggi…stesse tasse, stessa IVA, acquisto di beni a prezzi similari e via dicendo…ne hanno detto di tutti i colori inostri politici pur di entrare in Europa e adesso oltre a scoprire che le pensioni in italia sono le più tartassate che dire del resto ?!Signori miei qui ci vogliono costruire una nuova URSS…dove i cittadini europei conteranno ancora di meno che in passato…insomma un nuovo stato ( tipo 800 ) centralista con tutte le più nefaste conseguenza.Basta vedere dove stà andando a finire l’Italia. Da quando siamo entrati nella cosi detta europa unita che stiamo andando in malora,dobbiamo buttare i nostri prodotti per acquistarle dall'estero , come per esempio le patate perche dobbiamo comprarle dall’olanda e l'olanda butta il burro perche lo deve acqustare dalla germania insomma una ruota che distrugge l'economia di ogni stato e il piu' debole paga per tutti vedi Grecia, Portogallo,Italia, Spagna etc etc . L'unita' dei popoli europei c'e'  solo quando c’e da pappare,guardate basta guardare gli sprechi che ci sono  non bastavano i politici che gia nei vari paesi europei , in Italia sono un  numero sproporzionato rispetto ad altre nazioni , questo non bastava dovevamo  aggiungere quelli del parlamento europeo,l’esercito non ha piu un esercito pero' ha tutti gli ufficiali,moltiplicateli per tutti i corpi che ci sono in italia ,esce fuori un numero da paura,i nostri stipendi sono i piu' bassi dell'eurozone come dire siamo i meno pagati ma i piu tassati,benzina assicurazioni le piu care le leggi sono ancora quelle delle repubbliche marinare ,in compenso abbiamo molti politici i piu pagati del mondo , abbiamo molti uffici ed enti inutili, costruiamo opere bubbliche inutili, le belle arti restaurano chiese con i nostri soldi e i lavori vanno avanti per anni e i costi del restauro superano la cifra della costruzione al nuovo ,la chiesa che non paga l’ici,enti no profit che al profit pensano solo al loro,cooperative che spillano soldi pubblici e sono esentate dalle tasse.comuni che spendono milioni di  euro per gli extracomunitari, rom, zingari, che in italia non hanno versato una lira o hanno contribuito alla crescita di questo paese, ma tutto e' lecito qui nel paese dei balocchi.Le pensioni di anzianità in Italia hanno una tassazione elevata, fra le più alte di tutta Europa: si è calcolato che addirittura un terzo del peso complessivo di tuta la pressione fiscale pesa sulle spalle dei pensionati. Ben il 30,4% dell’ammontare totale dell’Irpef è prelevato dalle pensioni italiane che già non brillano per consistenza.Il totale che lo stato accumula dalla pressione fiscale ammonta a 145,9 miliardi: di questi circa 44,4 arrivano proprio dalle tasse sulle pensioni. Confrondando questi dati con gli altri partner europei si nota come i pensionati d’Italia percepiscano in media pensioni con un ammontare del 15% inferiore.I dati sono stati comunicati da fonti dei sindacati : è chiaro che di fronte a questa situazione il potere d’acquisto degli over 65 è costantemente in calo. Una tassazione sulle pensioni più alta di quella tricolore si trova solo in Svezia ma in presenza di un welfare decisamente più corposo. Un pensionato prende una media di 13.700 euro lordi l’anno che tolte le varie tasse diventano circa 11.500 euro. Una cifra con cui vivere è estremamente complicato… Inoltre se hai un lavoro sicuro si puo' dire che  Tecnicamente,  sei uno schiavo quando il 100% dei frutti del tuo lavoro viene tassato o confiscato con la forza.Sorge quindi spontanea la domanda: a che livello o percentuale non sei uno schiavo?Se consideri la totalità delle infinite tasse, dirette e indirette, statali, regionali e comunali, e se consideri gli effetti inflattivi del monopolio monetario delle banche centrali, ti rendi conto che abbiamo superato da un pezzo metà strada, e puntiamo velocemente in direzione 100%.L’ultimo report PwC attesta che il total tax rate per l’Italia è il più alto nell’Unione Europea, con un magnifico 68,6%. Ti chiedo.. ti senti o no uno schiavo? “Ad inizio anni ’90 lo Stato Italiano era prossimo alla bancarotta perché il valore delle promesse previdenziali fatte agli italiani negli anni ’70 e ’80, soprattutto nel privilegiato settore pubblico, era incompatibile con le prospettive economiche del paese. Purtroppo la stessa causa che aveva prodotto un tale problema era all’opera nella ricerca della soluzione: bisognava tenere a bada un numero cospicuo di italiani che lavoravano con l’aspettativa che qualcun altro avrebbe pagato loro la pensione.E così fu trovata la soluzione: la mia generazione e le prossime avrebbero continuato a pagare contributi esosissimi, i principali responsabili della pressione fiscale sul lavoro italiana, la più alta d’Europa, ma, in cambio, non avrebbero ottenuto le pensioni della generazione precedente, ma una pensione da fame. In sostanza, lavorerete per 40-45 anni e darete un terzo del vostro stipendio loro ad un fondo pubblico che vi pagherà per circa 15 anni una pensione che difficilmente sarà pari alla metà del vostro stipendio. In più, anche per l’elevato cuneo fiscale dovuta ad una spesa previdenziale che comunque rimane la più alta d’Europa, il vostro stipendio, seguendo la stagnazione economica italiana degli ultimi venti anni, sarà comunque basso.Mi sembra un buono scambio, no? “I forti fanno ciò che vogliono, i deboli soffrono ciò che devono” Esisterebbe una soluzione: meno si contribuisce al sistema e prima cadrà sotto il suo stesso peso. Peccato che, a parte gli incentivi che remano contro una tale tattica, non ci sarà nessuna riforma prima che il costo del collasso sarà diventato insopportabile. Oggi i pensionati sono probabilmente più dei lavoratori. Quindi è ormai politicamente *impossibile* mettere mano a questo scempio tramite elezioni. Quando i redditieri diventano più numerosi dei produttori la democrazia non può che consumarsi lentamente distruggendo le basi sociali ed economiche su cui si fonda.” E’ abbastanza chiaro?

Domenico Marigliano

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